LETTERE VANITOSE

Soveria Mannelli, Rubbettino, 1985 - collana "Scaffale universitario"
pp. 300 - ISBN: 88-7284-188-7

Disponibile presso l'Editore: Rubbettino - www.rubbettino.it
V.le Rubbettino, 8 - 88049 Soveria M. (CZ) - Tel. 0968.66.20.34

Lettere vanitose, di Antonio Piromalli

 

dalla INTRODUZIONE
di Ferruccio Monterosso

Bersaglio principale di queste pagine è l'antica - ma, ahimé, sempre risorgente - figura del letterato futilmente compiaciuto e propagandista di se stesso, che magari ostenta modestia ma che in pratica si affaccenda sempre nella viziosa ricerca di tutto ciò che possa porre in risalto le sue doti (più presunte che vere). Dire in un modo e agire in un altro, «moralizzare a parole e corrompere coi fatti» (p. 9), ripudiare «l'unità del pensare e dell'agire» (ibid.), l'«armonia di vita e di pensiero» (p. 66): questo il cattivo esempio che viene da chi, dedicandosi alle lettere, dovrebbe (per ciò stesso) fornire invece una lezione di eticità. Sono le anime belle gli idoli polemici di Piromalli: gli estraniati dalla vita reale, che delibano con voluttà le loro melodrammatiche lacrime, che - equivocamente rannicchiati dietro lo schermo del sentimentalismo - covano in effetti un incallito conservatorismo e in più dissimulano la vocazione alle più spregiudicate arrampicature.

Tagliante e impietoso è Piromalli verso tutta una serie di mali morali quali: la «sottoletteratura che si ammanta di nobili sentimenti e che, invece, rappresenta il vuoto assoluto» (p. 76), pneumatico (diremmo) delle idee; i neonipotini di padre Bresciani; i seducenti apparati dei magnati dell'industria culturale; la vorace corsa al successo, alla grande tiratura, ai soldi (al vecchio adagio «carmina non dant panem sed aliquantam famem», pare essersi sostituito il nuovo «pecunia non olet»); la bagarre dei premi letterari; la fasullaggine di troppe pseudonorificenze al merito (sic) letterario. Spuntano - come funghi - zeppe di versi penosamente esilaranti, aureolate da cornici di fatua mondanità; e non è difficile imbattersi in proposte di questo tenore: « con mille lire per gli abbonati... e con duemila per gli altri si può partecipare all'allestimento d'una "magnifica enciclopedia" » (p. 201)!

Mali che riflettono, dentro la repubblica delle lettere, la crisi più vasta della società in generale, affetta da opportunismi d'ogni risma, da pietismo sulle miserie umane, dalle degenerazioni della burocrazia che tutto «riduce a cavillo, a forma, a piccolo giure, pur di mantenere i privilegi» (p. 200).

E non si tratta di frecciate vaganti nel generico, perché Piromalli chiaramente precisa di volta in volta a chi esse sono dirette, approntando «specimina di vacuità» e «schidionate di tangherismi» (pp. 117-118): lasciamo al lettore il gusto delle verifiche, pagina dopo pagina.

F.M.

Parallelamente alla critica letteraria, Antonio Piromalli ha costantemente condotto una appassionata azione di critica politica e sociale: specialmente attraverso una lunga serie di scritti intitolati "Lettere vanitose", pubblicati di volta in volta, a partire dal 1964, su varie testate giornalistiche. Gli ultimi di questi scritti sono stati pubblicati postumi sulla rivista "Letteratura & Società", che Piromalli aveva fondato e diretto fino al momento della scomparsa.

 

Questo volume raccoglie le "Lettere vanitose" pubblicate fino al 1975. Per informazioni su quelle successive si può consultare la pagina "La critica politica e sociale", oltre che la bibliografia dettagliata.

 

Si riporta, a lato, un brano tratto dalla Intoduzione al volume, di Ferruccio Monterosso.


 

« Queste "Lettere vanitose" sono uno spiraglio polemico alle nostre fatiche di critica letteraria, un respiro al lavoro quotidiano e una boccata d'aria libera perché ci pare che libero sia il foglio che le ospita. In esse scriviamo contro gli idoli che ci soffocano, contro i miti, le generalizzazioni, le storture, qualche volta contro noi stessi, contro le nostre fedi e le nostre speranze, contro coloro i quali hanno le nostre fedi perché se le palleggiano, talvolta, come in un derby paesano; sicché se mancasse l'autoironia le nostre parole avrebbero un tono apocalittico e drammatico che non vogliono avere. [...]
In queste "Lettere" portiamo l'eco di ciò che leggiamo e sentiamo, commentiamo eticamente e passionalmente idee e fatti, ricordiamo eventi e persone del passato che ci sono stati di esempio ».

A.P.

 

A lato, un passo in cui l'autore illustra motivazioni e obiettivi delle "lettere vanitose".

 

Il volume risulta essere disponibile presso le biblioteche sotto elencate
(dal catalogo in rete del Servizio Bibliotecario Nazionale):

  MI0162 - Biblioteca comunale - Palazzo Sormani - Milano - MI
MN0035 - Biblioteca comunale Roberto Ardigo' - Mantova - MN
FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
CS0143 - Biblioteca nazionale di Cosenza - Cosenza - CS
RCA CC - Biblioteca comunale - Catanzaro - CZ
RCA CS - Istituto della Biblioteca Calabrese - Soriano - VV
RCA RN Biblioteca comunale Pietro De Nava - RC
ME0050 - Biblioteca regionale universitaria - Messina - ME

 


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