POESIE

Cittadella Veneta, Rebellato, 1961

ESAURITO

Poesie, 1961 - di Antonio Piromalli

 

INDICE

 

p. 7 -- Presentazione di Ettore Mazzali


- SOGNI

p. 15 - Cinzia

p. 17 - Sogni

p. 18 - Ritorno

p. 19 - Paese

p. 20 - Meriggio

p. 21 - Amore

p. 22 - Elegia

p. 24 - Sirio danza tra nubi

p. 25 - La musica di brina

p. 27 - Sempre per mano

p. 28 - La tua luce di viola

p. 29 - Il vero sorriso

- BARLUMI

p. 33 - L'alga del sorriso

p. 34 - Barlumi: I - II - III - IV

p. 38 - Il bianco in nero

p. 39 - Nebbia

p. 40 - Veri e non veri

p. 41 - Un volto lontano

p. 42 - Bruna

p. 44 - I morti

p. 45 - Elisa

p. 46 - Laura

p. 47 - Neda

p. 49 - Montenero

p. 50 - Poi scendemmo nel sole

p. 51 - Carnevale

p. 52 - Favola antica

p. 53 - Non dipartirti

p. 54 - Come tutto è diverso

p. 55 - Che Cristo ti accarezzi

p. 57 - Con le ruote del tempo

 

"..E' presente anche quel mitologismo postermetico che ha le sue radici specie in Rilke e in Stefan George, e che fu sfruttato in modo suggestivo specie dal primo Luzi: mitologismo che nel Piromalli s'impronta di una speciale grazia neoclassica, e finisce per trascrivere più che suggestioni lato sensu, con tutto il sontuoso inventario ambientale inerente, dei rapidi e delicati profili, o meglio, delle ombreggiature di sentimenti a fior di penna.

L'atteggiamento più vero del Piromalli è proprio questo, una cautela, un ritegno nell'atto di concretarsi poeticamente, che adottano, al di là del magismo neodecadentistico, un magismo lineare neoclassicistico, come proiezione ideale dell'affetto intenerito e disilluso e dell’intimo contrasto tra una natura fervida e accesa e un'esperienza di distacchi e di costrizioni tradotta in forza morale.

Ed è qui, in fondo, che si rivela il temperamento stesso del critico, al di là e al di sopra dell'intellettualismo e del razionalismo, perché l'arrivo al porto della esperienza poetica è dovuto a un risultato morale autentico, sofferto, di cui sono prova gli accenti migliori delle poesie.

E oltre le cadenze del gusto, ecco il vero risultato di queste pagine troppo rapide (quando si deciderà il Piromalli a raccogliere tutte le sue liriche?): un'annotazione esperta, rapida, elegante, che ha la durata di un'«istantanea», anche se trabocca da un complesso d'interventi, e si risolve nei «piani» della scomposizione visiva come in Poi scendemmo nel sole (vi si vedano il catalogo degli elementi, e la conclusione amara e sorridente, «Brindiamo a te, a me che ci perdiamo») o, meglio, nel ritmo vagamente ironico e crepuscolare (la linea è quella Palazzeschi Saba), di Favola antica.

«Crepuscolarismo» di un moderno che ha passato tutte le esperienze che si sanno, e che conclude in ironica sordina (non tanto ironica da non rievocare il bene imminente, e perduto): «Ogni alba è spenta a chi vuole inventare / la vita all'ombra di malinconia: / passa rapida l'ora, non rimane / che un frullo d'ali, trepidi restiamo / ma è già passata la felicità..»".

FERRUCCIO ULIVI - «La fiera letteraria», 16 luglio 1961

 

 

Il volume risulta essere disponibile presso le biblioteche sotto elencate
(dal catalogo in rete del Servizio Bibliotecario Nazionale):

BO0283 - Biblioteca di Casa Carducci - Bologna - BO
BO0304 - Biblioteca comunale dell'Archiginnasio - Bologna - BO
FI0213 - Biblioteca di scienze della formazione dell'Universita' degli studi di Firenze - Firenze - FI
RA0016 - Biblioteca comunale Manfrediana - Faenza - RA
RA0036 - Biblioteca comunale Classense - Ravenna - RA
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
RM0290 - Biblioteca Angelica - Roma - RM